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05.05.2006

Pardon, è la legge

(L'articolo è tratto dal blog di Marco Travaglio)
 
Consigliamo ai leader dellUnione di prendere qualche appunto su quel che sta avvenendo sulle reti Mediaset in questi giorni. Per evitare di scordarsene unaltra volta, quando dovranno metter mano alla legge sul conflitto dinteressi.

Bellachioma si autoinvita a Canale5 presso Toni Capuozzo, il lottatore continuo dellultrasinistra poi passato al craxismo e ora al berlusconismo, che subito gli allestisce uno «Speciale Terra», come già nel 2001, quando intervistò DellUtri perché spiegasse che brava persona era Vittorio Mangano e quanti cavalli accudisse ad Arcore. Poi il niet dellAuthority presieduta da un tizio nominato da Bellachioma, dunque comunista, e il trasloco improvvisato di Bellachioma alla Fiera di Roma (per la serie: il Mercante in Fiera). Intanto, su Rete 4, quellEmilio Fede che tanti a sinistra trovano simpatico allestisce la sua personale par condicio con le riprese trionfali delle convention di Bellachioma, appaiate (nottetempo) alle immagini sgranate del discorso di Prodi allassociazione marmisti ripreso a chilometri di distanza, di spalle, da telecamere amatoriali affidate a malati terminali di Parkinson. E Irene Pivetti, già presidente del Senato per volontà di Bellachioma e stipendiata da Bellachioma, dopo aver intervistato in ginocchio Bellachioma con lausilio di vari salariati di Bellachioma, aggredisce Enrico Letta che ha osato ricordare di esser ospite di una rete di Bellachioma. Titolo del programma: «Liberi tutti». Sacrosantamente Prodi ha deciso di evitare comparsate in casa Bellachioma: «A Mediaset non vado, ho il diritto di scegliere». Il che fa urlare al «regime» Confalonieri, il quale non considera regime possedere tv e occuparle militarmente: considera regime non possederle e non occuparle.

Così, in pochi giorni, sono evaporati i pur encomiabili sforzi del Platinette Barbuto, promotore di un memorabile appello per la salvaguardia del conflitto dinteressi del suo datore di lavoro, con le prestigiose firme di Piero Ostellino e Massimo Teodori: due «liberali» talmente liberali che in ogni loro articolo devono ripetere di essere liberali, altrimenti non ci credono nemmeno loro. Il Trio Lescano sera appellato allUnione per scongiurare il presunto «esproprio» prossimo venturo di Mediaset da parte dellimminente governo bolscevico, col decisivo argomento che cosa fatta capo ha. Sta provvedendo Mediaset a mostrare aglitaliani a ogni ora del dì e della notte cosè il conflitto dinteressi.

Naturalmente nessuno ha mai proposto di espropriare Mediaset. Cè chi, come il terzinternazionalista Giovanni Sartori, propone lincompatibilità fra cariche pubbliche e proprietà di mass-media; chi, come i leader dellUnione, si accontenta del blind trust, cioè di un fondo cieco dove parcheggiare le azioni dellimprenditore che fa politica; chi, come DAlema, suggerisce al Cavaliere di spogliarsi delle sue tv passandole ai figli. In realtà è stato Confalonieri, che ci capisce, a ripetere più volte che il blind trust non serve a nulla quando si tratta di tv, e che lunica soluzione sarebbe la vendita. Ed è stato lo stesso Bellachioma ad annunciare infinite volte che avrebbe venduto le sue tv. Imporgli un tetto antitrust di una rete (il massimo consentito nelle democrazie vere) costringendolo a cederne due non sarebbe un sopruso: sarebbe un tardivo adeguamento alle regole vigenti nel resto dEuropa e negli Usa. Imporgli poi di scegliere fra la vendita anche della tv rimasta (ovviamente non a parenti o prestanomi) e il ruolo di parlamentare o premier o ministro o sindaco o assessore non sarebbe un esproprio (anche perché lacquirente lo deciderebbe il venditore e il ricavato andrebbe a lui).

Sarebbe, semplicemente, il rispetto di una legge dello Stato che è difficile definire ad personam visto che entrò in vigore il 30 marzo 1957 (Bellachioma aveva 19 anni), ed è ancor più arduo definire comunista visto che a volerla fu Mario Scelba. È la legge 361, «Testo unico delle leggi elettorali». Articolo 10: «Non sono eleggibili coloro che in proprio o in qualità di rappresentanti legali di società o di imprese private risultino vincolati con lo Stato per contratti di opere o di somministrazioni, oppure per concessioni o autorizzazioni amministrative di notevole entità economica, che importino lobbligo di adempimenti specifici, losservanza di norme generali o particolari protettive del pubblico interesse, alle quali la concessione o la autorizzazione è sottoposta».

Per esempio, i concessionari di frequenze televisive. Per esempio, Bellachioma. Ci scusiamo sin dora per aver citato una legge dello Stato. E soprattutto per aver avuto la coglionaggine di usare espressioni volgari e superate come «legge» e «Stato».

l'Unità del 6 aprile 2006

 

by Administrators(Arcangelo,Giovanni,Michele) ore 13:42 [ ] commenta    leggi commenti (0)

04.05.2006

La vera elezione controversa

Tra pochi giorni i grandi elettori rappresentanti delle camere e delegati dalle regioni si riuniranno nellaula di Montecitorio per lelezione del capo dello stato. Un appuntamento che da sempre interessa non solo gli ambienti in cui si parla il sempre più fraintesopolitichese", ma anche lopinione pubblica, capace di riconoscersi in una figura in grado di rappresentare al meglio lunità e lo spirito della nazione.

Nello stato italiano, infatti, repubblica parlamentare sui generis rispetto ai modelli analoghi di repubblica parlamentare presenti nel mondo, il presidente della repubblica ha un effettivo potere di controllo dello svolgersi dellesercizio politico, e non si limita quindi alla mera funzione di rappresentanza dello stato verso gli altri stati e verso gli organi soprannazionali, o semplicemente verso i tre poteri dello stato democratico. E  anche vero, tuttavia,  che lopinione pubblica spesso, in molti settori, tende ad esprimere giudizi trovando in un personaggio simpatie e antipatie che prescindono da un obiettiva analisi scientifica sullindole e sullabilità politica del soggetto in questione. E chiaro come quindi il giudizio non sia univoco, ma tenga conto di diversi fattori. Che questo sia giusto o meno, è opinabile. Sta di fatto che nellanalisi effettiva della storia(si pensi a re e regine osannate dal popolo per il carisma individuale più che per leffettiva opera di regno, o ancora ai regimi totalitari di inizio secolo, per lo stesso motivo sostenuti nella loro ascesa dalla popolazione, contro leffettivo insegnamento ideologico da essi propugnato), si debba tenere conto di queste stesse componenti.

Maggioranza e opposizione hanno fornito alcuni nomi. Su tutti Massimo DAlema, che incontra come ben si saprà le resistenze dellopposizione, che vedrebbe nella sua scelta una presa di posizione antidemocratica della coalizione che nonostante lesigua maggioranza ottenuta alle politiche di un mese fa, ha avuto propri rappresentanti sugli scanni più alti di Montecitorio e Palazzo Madama. Un uomo di sinistra, attivamente impegnato nel dibattito politico, incarnante quel potere oscuro che agirebbe dietro la facciata del professor Prodi, di indubbio talento organizzativo, non può che preoccupare gli esponenti dei partiti del centro-destra.

Se escludiamo quindi la figura dellex segretario della FGCIa dellex segretario della FGCI

GCI

abile.le regionion semplicemente teorizzata da programmi e da dati, sarebbe quindi realizzat (Federazione Giovanile Comunisti Italiani, sorta nella prima repubblica), i nomi di reale portata universale sono pochi. Sempre in seno alla maggioranza, sono stati formulate le ipotesi Giuliano Amato e Ugo Napolitano, uomini di indiscussa esperienza ed abilità anche se forse non dotati di quel carisma individuale, personale,  che è dote essenziale che linquilino del Quirinale deve possedere.E quelli di Anna Finocchiaro, capogruppo dellUlivo al Senato, donna di indiscussa preparazione giuridica, che potrebbe mettere daccordo tutti. Meno forte mi sembra la posizione di Emma Bonino, politicamente impegnata nelle lotte riformiste della Rosa nel Pugno, e probabilmente poco adatta, per lottica conciliatrice con cui entrambe le coalizioni guardano allotto maggio, a ricoprire lincarico.Infine, Franco Marini, il Presidente del Senato, che finirebbe per politicizzare la carica, in quanto una sua elezione al Quirinale potrebbe liberare un posto per un rappresentante del centro-destra per la presidenza di un senato,  in cui la maggioranza del centro-sinistra è minima.

Dallaltra parte, Berlusconi ha proposto Gianni Letta su tutti. Nato ad Avezzano, laureato in giurisprudenza, giornalista, direttore del Tempo,  curatore di alcune rubriche sulle reti Mediaste, è  stato sottosegretario alla presidenza del consiglio nella quattordicesima legislatura. Lontano dai riflettori, tutto dedito al lavoro, collaboratore del vecchio premier nonostante non sia attualmente iscritto a Forza Italia, è anch egli, alla stregua di DAlema, un candidato politico, che mal si legherebbe con i bisogni di imparzialità che si richiedono al capo dello stato. Meno probabile, per lo stesso motivo, lelezione di Pierferdinando Casini.

Assisteremo probabilmente, nelle prossime settimane, ad una serrata lotta per questelezione. La seconda(se consideriamo che quella di Scalfaro fu unelezione di emergenza, dopo la richiesta di unità nazionale e di garanzia delle istituzioni che portarono nel maggio novantadue allelezione di Scalfaro) della seconda repubblica(scusatemi il gioco di parole).E se per Ciampi sera raggiunto laccordo bipartisan subito (tanto che il livornese fu eletto al primo scrutinio), per il suo successore la situazione si complica. Ed il rischio più grande è che a complicarla ancora di più si metterà linesperienza in materia di un paese che ha conosciuto il bipolarismo solo da pochi anni e che non è abituata a far si che il dibattito politico si svolga con quella dialettica che nelle democrazie del terzo millennio, quando tutti i modelli di governo e di esercizio economico-finanziario sembrano ormai delineati, è necessaria. Ci troviamo di fronte ad unelezione che è imminente, ma che non mette daccordo nessuno. La linea Ciampi di accordo, seguita in maniera esemplare sette anni fa, e presente nel programma dellUnione prodiana redatto per le elezioni appena svoltesi, sembra impossibile. Ci troviamo quindi in una situazione di stallo che, se non risolta a breve, potrebbe portare lo stato alla rovina. Lingorgo istituzionale che si è creato ha fatto sì che si stabilisse che lelezione del capo dello stato precedesse lincarico di Prodi per formare il nuovo governo.I conti in rosso che i precedenti esercizi del governo Berlusconi hanno lasciato sono tali che lItalia rischia, per quanto ne dicono gli esperti, di uscire dallEuro, e di ritrovarsi in una situazione simile a quella dellArgentina. La repubblica delle banane, teorizzata da Travaglio e da altri esponenti di quella fazione critica che aspetta, come gran parte del popolo, una svolta finalmente reale, non semplicemente teorizzata da programmi e da dati, si realizzerebbe pienamente.

Per evitare ciò, una speranza che auspico a questa nostra repubblica, nonostante tutto democratica:che chiunque venga eletto secondo il metodo Ciampi, goda della massima fiducia del popolo che rappresenta, presupposto necessario per una coerente e decisa opera di controllo dellattività politica del paese. Anche se non avrà il sorriso o la battuta sempre pronta, anche se avremo per i prossimi sette anni un presidente introverso, che non si tufferà in mare aperto insieme alla moglie(o al marito), che non viaggerà molto, e che magari faccia un po il burbero quando ci sarà da alzare la voce.

by Administrators(Arcangelo,Giovanni,Michele) ore 15:52 [ ] commenta    leggi commenti (0)

18.04.2006

La guerra che non c'è.

Di Allison [Alice].

Calma. E passata una settimana dallarresto di Provenzano. Era ancora il capo di Cosa Nostra?

Chi dice che quell uomo non valeva più nulla ha dalla sua il fatto che dopo 43 anni il boss è stato ritrovato nella stessa topaia dove probabilmente ha sempre vissutopensiamo solo al fatto che nel 2001 se ne andava allegramente al cinema con la famigliola a vedersi il PadrinoProbabilmente ai suoi altolocati amici non serve più, probabilmente è già stato sostituitoe probabilmente tutto ciò è avvenuto a sua insaputaSintomatica la frase che ha pronunciato al momento dellarresto: "Voi non sapete quello che state facendo, quale danno stiate combinando"."Voi non sapete quale irrimediabile danno stiate combinando mettendo me in galera, lunico che abbia posto una tregua tra mafia e Stato (luna utile allaltro), lunico che può, schioccando le dita, far tornare il clima di terrore degli anni 70, quando in un solo mese del 79 avvennero duemila omicidi, vittime le persone che combattevano la mafia.In fondo tutti devono ammettere che vi è stata una "tregua di sangue" tra stato e mafia"Insomma, Bernardo Provenzano forse, con quella frase, voleva accusare le teste di cuoio di tutti i futuri scontri tra mafiosi e Stato, o forse voleva solo, speriamo per lultima volta, ribadire il fatto che Lui è il Boss dei Boss, lui e nessun altroper quanto il capo mafioso ne potesse essere a conoscenza.Era ancora lui a capo della mafia? Credere a questa ipotesi metterebbe in crisi le forze dellordine che sono state un tantino lenteInoltre ora si dovrebbe aver paura di una guerra per la "successione al potere". E se invece già Provenzano contava meno di quanto era stato negli anni passati,, quindi era già stato sostituito, chi lo ha fatto catturare? Un politico?Di sicuro, però, era un vero capo. Uno di quelli che si nascondono migliaia di euro nelle mutande, uno di quelli che dorme in un sacco a pelouno di quelli che è appagato solo dal "comando supremo" di un uomo su altri e totalmente disinteressato a tutto il resto

Di sicuro è stato giusto metterlo in galera. Alla fine i discorsi sulla sua attuale importanza sono solo vaniloqui. Provenzano è stato un criminale, uno dei peggiori, e come tale è da ingabbiare. Magari sarebbe stato giusto farlo vent anni fa ed evitare le bare di tutti coloro che, rifiutandosi di pagare il pizzo, manifestando o comportandosi da eroi hanno dato la loro vita per tutti noi, per riuscire a vedere e farci gioire di giorni come questo.E chissà se lundici aprile, guardando la gente che linciava(sono stati troppo buoni, comunque) Provenzano non sia spuntato un sorriso sul viso di Peppino Impastato, di Paolo Borsellino, di Giovanni Falcone, del generale Dalla Chiesa, di Libero Grassi e di tutti i caduti che hanno lottato per tutti noi contro soldati-mafiosi in una guerra che per molti, per ignoranza o per comodità, ancora non esiste.

Ma sono certa che se ci sarà ancora qualcuno che avrà il coraggio di dire che la mafia è solo uninvenzione, ce ne saranno molti altri che ,da oggi, avranno dentro di loro un po di coraggio in più per urlare che la mafia, alla fine, è solo un fenomeno storico; anche questo, come tutti gli altri, DEVE finire.[

by Administrators(Arcangelo,Giovanni,Michele) ore 12:43 [ ] commenta    leggi commenti (2)

14.04.2006

calma..........

di goletitout
 
Dalle ultime elezioni il paese esce più diviso che mai,più diviso di quanto si pensava.La colpa di tutto ciò non può che essere dei due schieramenti politici,i quali ,chi più chi meno,hanno condotto una campagna elettorale ai limiti della sopportazione.Pensavamo che almeno fossero d'accordo su chi abbia vinto ma non è così.
C'è chi accusa l'avverssario di brogli per poi ritrattare,c'è chi festeggia prima di conoscere il risultato;fatto sta che molti si sentono disorientati. Come non biasimarli.
Alla fine le urne hanno dato il loro verdetto:camera e senato all'unione,anche se per pochi seggi.
C'è chi vuole una verifica,secondo me sacrosanta,visto che c'è uno scarto di soli venticinquemila voti,però è ai limiti della democrazia voler varare un provvedimento "last minute" solo per far si che ciò avvenga,ed è ancora più impensabile vedere un presidente del consiglio accusare gli avverssari politici di brogli.
E' arrivato il momento per l'Italia di comportarsi da paese democratico,così come fa la maggioranza dei paesi europei.
Ma quel momento è ancora lonatano.

by Administrators(Arcangelo,Giovanni,Michele) ore 14:06 [ ] commenta    leggi commenti (2)

12.04.2006

arrestato Provenzano

Nella giornata di ieri,ci siamo svegliati tutti con una notizia che aspettavamo da tempo,la cattura di Bernardo Provenzano.

Ieri mattina la polizia ha fatto irruzione in un casolare alle porte di Corleone, dove il boss si nascondeva da tempo,visto che in quelle campagne fu fermato gia nel 97 da due carabinieri,mentre si trovava alla giuda di un trattore,ma non fu riconosciuto,anche grazie a documenti falsi.

Sicuramente è un evento importantissimo,che segna la vulnerabilità della mafia.Tutti i capi della polizia sono orgogliosi di aver arrestato il boss dei boss,tutti urlano:è la vittoria dello stato.

Se si vede laltra faccia della medaglia ci si accorge però che tutto ciò non sta in piedi,perché il caso Provenzano in questi quarant anni di latitanza ha messo in luce tutte le anomalie del sistema investigativo italiano, ,e di come la mafia controlli gran parte delle istituzioni,infatti Provenzano portando avanti il suo motto :con lo Stato non si fa la guerra,ma si tratta,è riuscito ad avvalersi di un esercito politico che gli ha permesso di nascondersi per quasi metà secolo.

Fatto sta che questa vicenda ha molti lati oscuri,perché è difficile che lo Stato che poco più di dieci anni fa dimenticava di perquisire il covo di Riina, o con il generale Mori cercava di scendere a patti con i mafiosi, sia lo stesso che oggi  compie questo arresto. Quindi ci chiediamo come sia possibile,cosa è cambiato,ma sono domande che per molto tempo non avranno risposte.

by Administrators(Arcangelo,Giovanni,Michele) ore 13:01 [ ] commenta    leggi commenti (7)

12.04.2006

Recensione : Il Caimano

Recensione : "Il Caimano" di Nanni Moretti

di Arky

Già dal titolo è evidente la provocazione: il caimano è un predatore dell'America meridionale molto simile ad un coccodrillo, la cui immagine è accostata a quella dell'imprenditore Silvio Berlusconi che azzanna la politica italiana e non molla più la presa.

La trama del film è stata tenuta segreta fino alla sua uscita, forse per creare suspance, o forse per creare l'effetto sorpresa perchè è completamente diversa da come ci si aspettava.

Il film è composto da tre film uno nell'altro.La trama principale narra di un regista Bruno Bonomo(Silvio Orlando), stella del cinema di serie B, che è in crisi sia col lavoro che con la moglie, indimenticabile protagonista dell'ultimo lavoro del marito "Cataratte". Durante una presentazione del suddetto film, però, una venticinquenne aspirante regista (Jasmine Trinca) che fino al quel momento aveva girato solo due corti, passa a Bruno una sceneggiatura, intitolata "Il caimano".Il regista, disperato per aver fallito un accordo con la Rai, decide di presentare ai produttori di quest'ultima immediatamente la sceneggiatura, leggendola "trasversalmente" per risparmiare tempo. Iniziano i primi impacci con la politica: il produttore della Rai non acetta perchè ritiene che un film sul magnate italiano non possa fruttare denaro.In realtà appare molto preoccupato per i risvolti politici che potrebbe avere il film.

Bonomo così decide di rivolgersi ad un produttore polacco, che nonostante disprezzi l'Italia per la cecità nei confronti della politica, accetta di girare il film, a costo che il protagonista sia interpretato da un famoso attore (Michele Placido), che in un primo momento accetta e poi rifiuta per girare un film su Cristoforo Colombo. Durante tutti questi avvenimenti, il nostro regista deve affrontare i problemi familiari. Non vorrebbe, infatti, perdere ne i propri figli ne tantomeno sua moglie, ma si vede lo stesso costretto a vendere la casa a quest'ultima.Intanto verrà a conoscenza dell'omosessualità della giovane sceneggiatrice, e del rapporto della moglie con un altro uomo. Nell'intreccio trova posto anche la storia dell'imprenditore più ricco d'Italia, che passa dalla creazione di Milano 2 con contanti "usciti dal nulla", fino ad arrivare alla discesa in campo nella politica italiana.Nell'ultima parte del film,Berlusconi ,interpretato da Nanni Moretti, verrà condannato a sette anni di reclusione.

Moretti in realtà diversamente da come ci si aspettava, ha messo in secondo piano la storia del magnate, evidenziando, invece, l'indifferenza degli italiani nei confronti della politica ("chi vuol sapere il passato di Berlusconi, lo sa già, chi non lo sa significa che nn lo vuol sapere"), e la difficoltà che un giovane regista può trovare nel fare film politici.

Il regista si è districato bene nell'intreccio e nelle polemiche, senza perdere di vista il proprio obiettivo.Ne è uscito un film scorrevole, chiaro, con ottima regia, e di buona qualità.

by Administrators(Arcangelo,Giovanni,Michele) ore 12:24 [ ] commenta    leggi commenti (0)

11.04.2006

Perchè???

di G9C
Non so cosa mi fa più paura. Non so se mi fa paura più il fatto che il destino del mio paese sia deciso da chi vota Berlusconi perchè "è simpatico, è 'a sinistra nun me piace, non sacc pecchè, ma nun me piace", oppure che sia deciso da chi vota Berlusconi perchè "ha governato bene". Forse mi fa più paura che ad oggi,11 aprile 2006, ci sia ancora chi vota Berlusconi, a prescindere dalle motivazioni. E' umanamente impossibile votare Forza Italia per l'ideologia che il partito ha, perchè Forza Italia, così come il caro vecchio movimento Fascita, un ideologia non ce l'ha. Allora perchè votarlo? Forse per il grande lavoro svolto per il paese in questi 5 anni? Ma certo! Dev'essere per questo che è stato il partito più votato d'Italia! Come sarebbe potuto andare avanti il vecchio stivale scassato, senza le provvidenziali leggi del governo Berlusconi? Dove sarebbe ora l'Italia, se le prime cinque cariche di governo, non fossero state rese immuni dai guai con la legge? Dove saremmo tutti NOI, se non fosse stato salvato il buon Previti, dalla persecuzione di quei cattivoni dei magistrati? E come avremmo occupato la casella numero 4 del telecomando, se avessero mandato Fede sul satellite?? Ma per fortuna che c'era il governo a evitare che la Lazio giocasse in serie B, abbonando i debiti alle società di calcio (fino a prova contraria normalissime S.P.A.) per 25 anni!! 25 anni!! Questo è stato proprio un governo ingegnoso! Che ha fatto leggi serie, e importanti per la florida economia del paese. L'ultimo paese d'Europa. Dev'essere per questo che è stato votato...non c'è altra spiegazione del PERCHE'! PERCHE'???? Cdl 49,9%. Leggo questo dato assurdo,e penso che ci meritiamo questa gentaglia, ci meritiamo un mafioso al governo, ci meritiamo di dover forgiare con titolo di Onorevoli, uomini che hanno urinato sulla bandiera italiana, cantato "chi non salta italiano è", contestato il Presidente della Repubblica ad un congresso europeo, PREGIUDICATI, che si sono puliti il culo con la costituzione italiana. Li abbiamo voluti! Teniamoci questi ONOREVOLI, solo perchè "so simpatici, e rirn semp! so bllill", con buona pace del senso della politica e dello stato, nostro, e Loro.

by Administrators(Arcangelo,Giovanni,Michele) ore 22:41 [ ] commenta    leggi commenti (0)

11.04.2006

l'Italia perde ancora

DI GOLETITOUT
 
In queste ore ancora non si sa chi governerà il paese,e soprattutto nessuno sa se ci saranno le condionzi affinchè questo avvenga.
Il paese è spaccato in due,e la cosa incredibile è che nessuno se ne era accorto,visto che appena un anno fa alle regionali la cdl subì una bruciante sconfitta,che tutti accolsero come una vittoria anticipata dell'unione.
Oggi sembra che siamo lontanissimi da quell'evento, la maggior parte degli italiani ha votato diversamente.La cosa che non mi spiego è il motivo per cui questo sia avvenuto, è impossibile che una paese serio cambi idea nel giro di un anno,soprattutto quando il governo in carica fa poco o niente per fai si che ciò avvenga.
Non penso che la legge sulla droga,o quella elettorale abbiano potuto conquistare gli italiani,ragion per cui, questo fenomeno è dovuto sopratutto alla potenza mediatica di Silvio Berlusconi,il quale con il suo carisma è stato senza dubbi il mattatore della campagna elettorale.
Con i suoi sfoghi coloriti è riuscito a riconquistare la fiducia di mezza Italia. Questo se da una parte è un fattore positivo per il cavaliere, dall'altro raffigura ancora una volta la limitata cultura politica del nostro paese, portato a votare un candidato solo per la sua simpatia o per le sue continue presenze televisive,questo è sicuramente un'altro spunto per i giornali stranieri per criticarci,giustamente.

by Administrators(Arcangelo,Giovanni,Michele) ore 00:10 [ ] commenta    leggi commenti (5)

09.04.2006

E' ora di scrivere la parola fine.

Questo articolo sintetizza quanto detto dalla nostra testata fino ad ora sulla necessità di un voto "morale".Forse le parole del fondatore de "la Repubblica" saranno più persuasive delle mie.

 

La Repubblica


E' l'ora di scrivere la parola fine
di EUGENIO SCALFARI
09-04-2006

OGGI E DOMANI mattina metteremo le nostre schede nelle urne elettorali. Domani sera conosceremo i risultati. Ciascuno si metta la mano sulla coscienza e faccia le sue scelte. Inutile e forse sciocco invocare soltanto la ragione, perché si sceglie anche d'istinto, per simpatie e antipatie, per antiche appartenenze giuste o sbagliate che siano, per interessi, per valori partecipati o per slogan mal digeriti. Questo giornale non ha bisogno di dichiarare le sue preferenze poiché le scelse nel momento stesso in cui nacque trent'anni fa e da allora non le ha mai cambiate. Siamo stati e siamo per l'eguaglianza nella libertà, per il mercato che dia a tutti pari punti di partenza, per il sostegno dei deboli e l'inclusione degli esclusi, per l'innovazione, per la crescita, per l'Europa, per lo stato di diritto. Insomma per la democrazia nelle forme e nella sostanza. Questi sono gli ideali positivi per i quali ci siamo battuti. Quelli negativi sono il loro esatto contrario: l'autoritarismo, il populismo, la demagogia, l'egoismo, l'interesse proprio contrapposto a quello comune, l'autarchia e il protezionismo economico, la menzogna politica, la corruzione, l'insicurezza, la pigrizia intellettuale, il conformismo. Non sono parole vuote. Ad ognuna di essa corrisponde una visione del bene comune e del paese che vorremmo. Corrisponde una cultura, un assetto politico, una squadra di governo, un tipo di legislazione. La soluzione di problemi antichi troppo a lungo rimasti inevasi e di malanni e storture più recenti che hanno deturpato la nostra democrazia ancora fragile e incerta. Mi auguro che domani sera un primo nodo sarà stato sciolto. Se così avverrà, agli altri si potrà pensare con più serena e pacata attenzione e con il concorso di tutte le persone di buona volontà. Se la nottata sarà passata. **** Non è retorica dire che il mondo ci guarda: l'Italia non è una sperduta nazione, un segmento irrilevante della comunità internazionale senza storia e senza memoria. Ha dato un contributo di grandissimo rilievo alla cultura antica e a quella moderna. Ha fornito modelli di comportamento nel costume, nella politica, nell'economia, nel diritto, nella scienza. E' stata ed è una grande nazione, ma da molti secoli le è mancata l'esperienza e la cultura dello Stato. Troppo a lungo siamo stati colonia di questa o quella potenza estera, funzionali a interessi sovrastanti, pedine di giochi altrui. I centri del vero potere erano fuori dal nostro controllo. L'egemonia politica economica militare era altrove. Non c'erano diritti ma favori, non cittadini ma sudditi, non forze politiche radicate e autonome ma consorterie, clientele, oligarchie tributarie di lontane sovranità. Perciò lo Stato è stato vissuto come un potere estraneo e potenzialmente ostile, comunque sospettabile. Questa situazione si è protratta anche quando lo Stato è finalmente nato anche da noi. La nostra lunga storia "coloniale" aveva infatti creato un retaggio di individualismo anarcoide che i centocinquant'anni di storia unitaria e i più recenti sessant'anni di storia repubblicana non sono riusciti a dissipare completamente. Tracce visibili di quella vocazione anarchica restano tuttora e si rivitalizzano tutte le volte che l'insicurezza etica e sociale evoca la presenza di personaggi che dell'individualismo politico fanno un valore, della demagogia uno strumento possente e della politica un mercato di scambio per gli interessi delle "lobbies" nel quale tutto si può vendere e comprare. In fondo al tunnel la deriva plebiscitaria. Quante volte ci capita di ascoltare la frase "io di politica non mi occupo" detta come la manifestazione virtuosa di un rifiuto del male. La politica come sentina delle nequizie anziché come luogo dove si amministrano gli interessi e il destino della città, della "polis". I paesi che hanno dato forma alla nazione attraverso la presenza dello Stato danno i loro figli alle istituzioni che dello Stato costituiscono la nervatura, alle scuole dalle quali esce la classe dirigente del Paese. Ma qui da noi questa vocazione non c'è mai stata, questa selezione è inesistente. In politica, ma non soltanto. Il capitalismo italiano è altrettanto debole. La pubblica amministrazione non è motivata ed è priva di spirito di corpo. Di analoghe debolezze soffrono tutti i corpi intermedi, i poteri e le classi dirigenti locali. Ecco dove dovrà fare le sue prove il riformismo forte evocato da Romano Prodi se il voto di oggi e di domani riuscirà a sgombrare il campo dall'anomalia berlusconiana. I mali che abbiamo qui elencato sono antichi, appartengono alla nostra storia nazionale e Silvio Berlusconi non ne è certo la causa, così come non fu lo al suo tempo Benito Mussolini. Essi anzi, personaggi dissimili tra loro ma non privi di affinità profonde e analogie sorprendenti, sono stati il prodotto di quei mali. Ma li hanno cavalcati, risvegliati, attualizzati laddove bisognava invece e bisognerà curarli con somma attenzione affinché le istituzioni pubbliche e il concetto stesso della "res publica" si radichino nella coscienza civile degli italiani. Da questo punto di vista la Costituzione repubblicana è uno dei pochi punti di riferimento che l'Italia abbia avuto nel sessantennio repubblicano e alcune figure istituzionali che da essa hanno tratto vigore e alla difesa dei suoi valori hanno dedicato la loro opera meritano riconoscenza e ricordo. * * * Uso ancora con trepida incertezza la particella dubitativa "se". L'evidenza della situazione in cui il paese è stato portato dalla pessima squadra che l'ha guidato negli ultimi cinque anni farebbe infatti supporre che in favore del cambiamento si conti domani una valanga di voti. Temo invece che l'auspicata vittoria sia risicata, tanta è stata la violenza emotiva con la quale l'anomalia berlusconiana ha risvegliato gli antichi malanni e vizi nazionali. E comunque: se quella anomalia sarà rimossa dal voto bisognerà seguire con la massima attenzione lo svolgersi dei fatti fino all'insediamento del nuovo governo nato dalle urne. Ci vorranno infatti non meno di quaranta giorni prima che l'inquilino di Palazzo Chigi e i suoi ministri sgombrino le stanze del governo dalla loro presenza. Quaranta giorni sono brevi per persone normali, chiamate soltanto a gestire l'ordinaria amministrazione in attesa che il nuovo Parlamento sia insediato, elegga il nuovo Capo dello Stato e questi a sua volta nomini il nuovo presidente del Consiglio e i ministri seguendo le indicazioni del voto popolare. Nel frattempo si svolgeranno alcune importanti elezioni comunali, l'elezione regionale in Sicilia e infine il referendum istituzionale sulla legge cosiddetta della "devolution". Spero con tutto il cuore di ingannarmi, ma non sono tranquillo pensando a quei quaranta giorni durante i quali la squadra berlusconiana sarà senza più potere ma occuperà ancora le stanze e le manopole del governo. Mi auguro che, almeno alla fine della loro avventura, prevalga il senso dello Stato. Ove mai il loro leader covasse la folle idea d'un gran finale sulla falsa riga del "Caimano", mi auguro che i suoi corrivi compagni di strada glielo impediscano. Sarebbe almeno un merito, tardivo ma importante, per aprire una pagina nuova e pulita e per ricominciare.

by Administrators(Arcangelo,Giovanni,Michele) ore 21:12 [ ] commenta    leggi commenti (0)

09.04.2006

operazione parlamento pulito

di GOLETITOUT
 
Faccio questo breve intervento,per fare luce su uno dei problemi più seri di queste elezioni politiche:il gran numero di condannati presenti alla camera dei deputati.Dobbiamo fare qualcosa per cacciare o almeno non votare questi fuorilegge.
A questo proposito ecco la lista dei partiti puliti:
 
COMUNISTI ITALIANI
RIFONDAZIONE COMUNISTA
VERDI
ITALIA DEI VALORI
 

Questo è invece l'elenco dei nomi dei rappresentanti italiani in Parlamento, nazionale o europeo, che hanno ricevuto una condanna:

Berruti Massimo Maria (deputato FI)Biondi Alfredo (deputato FI)
La sentenza di condanna a suo tempo resa dal tribunale di Genova nei confronti di Alfredo Biondi è stata revocata in data 28 settembre 2001 per intervenuta abrograzione del reato. Bonsignore Vito (eurodeputato UDC)Bossi Umberto (eurodeputato Lega Nord)Cantoni Giampiero (senatore FI)Carra Enzo (deputato Margherita)Cirino Pomicino Paolo (eurodeputato Udeur)Dell'Utri Marcello (senatore FI)Del Pennino Antonio (senatore FI)De Michelis Gianni (eurodeputato Socialisti Uniti per l'Europa)De Rigo Walter (senatore FI)Frigerio Gianstefano (deputato FI)Galvagno Giorgio (deputato FI)Jannuzzi Lino (senatore FI)La Malfa Giorgio (deputato PRI)Maroni Roberto (deputato Lega Nord)Rollandin Augusto (senatore Union Valdotain-DS)Sgarbi Vittorio (deputato FI, passato al centrosinistra)Salini Rocco (gruppo misto) Nuovo Sodano Calogero (senatore UDC)Sterpa Egidio (deputato FI)Tomassini Antonio (senatore FI)Visco Vincenzo (deputato DS)

Vito Alfredo (deputato FI)
 

by Administrators(Arcangelo,Giovanni,Michele) ore 00:41 [ ] commenta    leggi commenti (4)
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